Lavori di Gennaio

Di Mauro Puppo


Siamo quasi alla fine del mese di dicembre e le temperature, che sono state fino adesso ben al di sopra delle medie stagionali, iniziano a calare ed il prossimo mese, gennaio, è tradizionalmente il più freddo dell’anno.
Le api, strette in glomere, si nutrono delle scorte che abbiamo lasciato loro nei mesi precedenti, dobbiamo lasciarle tranquille perché qualsiasi rumore o scossone, oltre ad irritarle, può far aumentare il consumo di miele. Per controllare la quantità di scorte è sufficiente soppesare le arnie sollevandole dalla parte posteriore e, con un po’ di pratica, riusciamo a capire all’incirca la quantità di miele presente nell’alveare; in caso di famiglie un po’ troppo leggere è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale con candito.
In giornate di sole con temperature esterne di 10/12 gradi possiamo sostare vicino agli alveari per controlli solamente esterni verificando voli di purificazione, che non ci siano saccheggi in atto, ricordandoci di controllare i cassettini antivarroa ( se si notano abbondanti residui di cera vuol dire un forte consumo di scorte). Naturalmente va monitorata la naturale caduta di varroa, nel caso fosse eccessiva occorre intervenire tempestivamente. Chi non avesse ancora fatto il trattamento invernale per la varroa deve farlo assolutamente entro il mese di gennaio prima che la regina inizi l’ovodeposizione.
Se durante la visita non notiamo nessun movimento davanti alle arnie possiamo picchettare con le nocche delle dita sui lati dell’arnia, se si sente un ronzio sommesso proveniente dall’interno significa che la famiglia è viva, in caso contrario è opportuno verificare aprendo di pochi centimetri il coprifavo per vedere la situazione. Ancora più utile sarebbe avere il coprifavo trasparente ( vedi articolo già pubblicato nel sito) che permette di visionare l’interno dell’arnia senza aprirla evitando di disturbare le api. In caso trovassimo delle famiglie morte bisogna capirne la causa per esempio per fame, malattie, ecc.
In caso di dubbi è meglio non riutilizzare i telaini ma, anche se con qualche rammarico, distruggerli per evitare la propagazione di eventuali patologie, procedendo come segue : preparare una buca nel terreno dove mettere i telaini e le eventuali api morte, bruciarli e, successivamente, ricoprire la buca col terreno asportato in precedenza.
Le arnie, se ancora in buono stato di conservazione (se no le trattiamo come detto prima per i telaini), si portano in magazzino, si raschiano per bene in modo da eliminare residui di propoli e cera sia dalle parti di legno sia da quelle metalliche, poi si immergono in una vasca capiente riempita con soluzione al 6% di soda e acqua bollente oppure soda caustica al 3% sempre con acqua bollente (usare adeguati dispositivi di protezione personale) per 10/15 minuti, dopodiché si risciacquano con acqua e quindi, una volta asciutte, si passa la fiamma azzurra. Al termine si può procedere ad eventuali riparazioni e verniciatura esterna.
Nel magazzino i lavori non mancano: possiamo dedicarci alla fusione della cera da opercoli e, per chi è provvisto di uno stampo, alla preparazione dei fogli cerei applicandoli ai telaini, fare manutenzione alle arnie vuote in modo da averle pronte in primavera per eventuali sciami o per sostituire quelle in cattivo stato, pulire i melari, escludi regina,apiscampi e in genere tutti gli strumenti e attrezzature occorrenti per la nuova stagione apistica che, speriamo , dia ottimi risultati.

Consiglio su come montare i fogli cerei

di Mauro Puppo

Il mio consiglio di oggi riguarda come posizionare il foglio cereo sul telaino. Se il foglio cereo ha misure tali da inserirsi perfettamente nel telaino senza lasciare spazi, non c’è problema, ma se ha dimensioni più piccole in altezza, io lo metto appoggiandolo sulla parte inferiore e non su quella superiore. Perché? Vi chiederete! La spiegazione è semplice, sappiamo che dove c’è spazio le api tendono a riempirlo costruendo cera, di conseguenza se lo spazio è in basso lo riempiranno costruendo quasi esclusivamente celle da fuco, invece se è in alto uniranno il foglio cereo al telaio.
Sapendo che la varroa predilige le celle da fuco, in quanto ha più possibilità di riprodursi, ( se facciamo allevare fuchi per limitare la varroa è più utile inserire telaini con fogli cerei stampati a fuco oppure telaini da melario nel nido dove nella parte inferiore costruiranno liberamente celle da fuco) è consigliabile limitare gli spazi nella parte bassa, oltre a ciò, adoperando questo sistema le api avranno meno spazio per costruire celle reali che, in caso di febbre sciamatoria, risulteranno più sporgenti e di conseguenza più visibili.

Il Gruppo “Garfagnana Vespa Velutina”

La Redazione

Riceviamo e pubblichiamo alcune note introduttive relative al gruppo “Garfagnana Vespa Velutina”. Ma chi sono i ragazzi volontari del gruppo? Avete presente i GhostBusters del famosissimo film di Ivan Reitman del 1984 con Bill Murray, Dan Aykroyd e Harold Ramis (in seguito si aggiunse anche Ernie Hudson) ?

Quei simpatici eroi che sfidavano fantasmi nel centro di New York protetti dalle loro tute, armati di apparecchiature sofisticate e tecnologie all’avanguardia come lo zaino protonico, in grado di catturare l’energia psicocinetica dei fantasmi?

Bene, i fantastici eroi del gruppo “Garfagnana Vespa Velutina” fanno ancora meglio ! Protetti dalle loro tute, grazie alla loro preparazione professionale sono in grado di individuare e neutralizzare i nidi del tanto temuto e pericoloso calabrone asiatico: la Vespa Velutina. Spesso sono coadiuvati dalla protezione civile e dal corpo dei Vigili del Fuoco che collaborano con il gruppo alla neutralizzazione dei nidi di Velutine utilizzando e mettendo a disposizione mezzi muniti di cestello telescopico meccanico, essendo i nidi molto grandi e posizionati anche a 15/20 metri di altezza!

Bravi ragazzi e…..grazie mille per il vostro operato!!

VIVA il Gruppo Garfagnana Vespa Velutina!!

GARFAGNANA VESPA VELUTINA è un gruppo di volontari ed esperti addetti al monitoraggio e neutralizzazione di nidi di Vespa Velutina, formati dal Progetto LIFE STOP VESPA dell’ Università di Torino.
L’ obbiettivo principale che ci siamo prefissati è essere utili con senso civico, esperienza, professionalità, impegno e sacrificio alla collettività per contenere l’ espandersi della Vespa Velutina sul territorio ligure (Savona e provincia).
Ogni anno sono molte le neutralizzazioni di nidi di Vespa Velutina che effettuiamo in tutto il territorio, numerosi sono anche gli incontri pubblici, convegni, manifestazioni (saloni agroalimentari ecc) che organizziamo o a cui partecipiamo per cercare di sensibilizzare gli enti, i comuni, la popolazione, le scuole gli apicoltori, gli agricoltori sul tema Vespa Velutina.
Oltre a questo abbiamo creato un contatto telefonico e una e-mail dove tutte le persone possono rivolgersi per informazioni, segnalazioni e richieste di neutralizzazioni di nidi di Vespa Velutina per aiutare e essere vicini il più possibile alla popolazione.
Ricordiamo l’ importanza di una BUONA PREVENZIONE sul territorio per contenere l’espandersi della Velutina mediante il monitoraggio, la cattura delle regine, l’individuazione e segnalazione dei nidi primari e secondari, per fare questo è INDISPENSABILE la collaborazione di TUTTA la POPOLAZIONE.
Senza la collaborazione di TUTTI, tutto il nostro lavoro viene in gran parte reso vano.
Per eventuali informazioni, segnalazioni richiesta di neutralizzazioni di nidi di Vespa Velutina contattare:

GARFAGNANA VESPA VELUTINA
tel.340/6573908 – 333/4543343
e-mail: garfagnanavelutina@gmail.com
Facebook, Instagram: Garfagnana Vespa Velutina