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Le specie e le sottospecie
Le specie e le sottospecie delle nostre preziose collaboratrici.

Testi a cura del prof. Marco Porporato, Università di Torino, Facoltà di Agraria Di.Va.P.R.A., Osservatorio di Apicoltura "G. Angeleri"
e di Giancarlo Benedetto.



Linneo per primo, nel 1758, descrisse l’ape diffusa in Europa centrale come Apis mellifera (ape che porta il miele) ma, nel 1761, attribuì allo stesso insetto il nome Apis mellifica (ape che produce il miele).
In base alle Norme di Nomenclatura Internazionale (International Code of Zoological Nomenclature, 1985) deve essere utilizzato il primo nome, Apis mellifera, attribuito alla “specie tipo”. È per questo motivo che accanto ai nomi scientifici compare solitamente anche il nome di un autore e una data, essenziali per districarsi nel complesso mondo della sistematica.
In Africa, Europa e nelle regioni dell’Asia occidentale fino all’Iran vive la specie A. mellifera (Linnaeus, 1758), suddivisa attualmente in 28 sottospecie; questa specie si è poi diffusa, a partire dall’ottocento a opera dell’uomo, in America del nord e del sud, Australia, Nuova Zelanda. A. mellifera costruisce più favi, paralleli, riparati all’interno di cavità e per questa sua caratteristica si è potuta adattare a molti ambienti diversi, da quelli tropicali a sud, fino a raggiungere il 60° parallelo a nord, in Russia, differenziando le proprie caratteristiche biologiche e comportamentali per adattarsi alle diverse zone climatiche e alle diverse stagionalità delle fioriture.Le api presenti nell’Africa tropicale sono caratterizzate da colonie di dimensioni ridotte con elevato tasso di sciamatura, tendenza alla migrazione e all’abbandono del nido, ridotte dimensioni delle cellette di covata (oltre 1.000 per cm2), da intense e rapide reazioni difensive, modesta propensione all’accumulo di scorte.
Fig. 1 - Distribuzione genere Apis in Africa, Asia, Australia e Europa.

Le sottospecie sono:
  • A. m. adansonii (Latreille, 1804) (lunghezza proboscide 5,68 mm, lunghezza ali anteriori di 8,45 mm), diffusa in una fascia che dal Senegal a ovest, attraverso Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, sud del Camerun, arriva fino nel bacino del Congo;
  • A .m. capensis (Escholtz, 1821) (lunghezza proboscide 5,80 mm, lunghezza ali anteriori di 8,95 mm) conosciuta come “ape del Capo”, diffusa nella regione del Capo in Sud Africa, caratteristica per la capacità di riproduzione partenogenetica in assenza di regina;
  • A. m. jemenitica (Ruttner, 1975) (lunghezza proboscide 5,48 mm, lunghezza ali anteriori di 8,13 mm), diffusa nelle zone aride dell’Africa orientale e della penisola Arabica e nei Paesi a sud del Sahara, in una fascia che si estende dal Mali a ovest e, attraversando il nord di Camerun e Ciad, giunge fino al Sudan a est;
  • A. m. lamarckii (Cockerell, 1906) (lunghezza proboscide 5,81 mm, lunghezza ali anteriori di 8,38 mm), diffusa in una stretta fascia lungo la valle del Nilo, in Egitto;
  • A. m. litorea (Smith, 1961) (lunghezza proboscide 5,81 mm, lunghezza ali anteriori di 8,40 mm), diffusa lungo le coste orientali dell’Africa di Somalia, Kenya, Mozambico;
  • A. m. monticola (Smith, 1961) (lunghezza proboscide 6,06 mm, lunghezza ali anteriori di 8,85 mm), diffusa nelle aree montagnose dell’Africa in Kenya e Tanzania, ma anche nelle zone montuose del Camerun;
  • A. m. scutellata (Lepeletier, 1836) (lunghezza proboscide 5,86 mm, lunghezza ali anteriori di 8,66 mm), diffusa dalle regioni settentrionali del SudAfrica alle regioni dell’Africa centro-orientale fino alla Somalia;
  • A. m. unicolor (Latreille, 1804) (lunghezza proboscide 5,67 mm, lunghezza ali anteriori di 8,77 mm) diffusa in Madagascar.

Quelle dell’Africa settentrionale nei Paesi affacciati sul mare Mediterraneo sono:
  • A. m. intermissa (Maa, 1953) (lunghezza proboscide 6,38 mm, lunghezza ali anteriori di 9,19 mm) diffusa lungo le coste nord del Nord Africa di Marocco e Tunisia fino ai bordi dei monti dell’Atlate a sud;
  • A. m. sahariensis (Baldensperger, 1932) (lunghezza proboscide 6,24 mm, lunghezza ali anteriori di 8,95 mm)diffusa nelle oasi e nelle uadi di Marocco e Algeria, ai margini del Sahara.

Per quanto riguarda la zona europea le razze sono caratterizzate normalmente da colonie di grosse dimensioni con scarsa tendenza alla sciamatura e scarsa tendenza alla migrazione, modeste reazioni difensive, elevata tendenza all’accumulo di scorte.
Nell’Europa nord e sud-occidentale troviamo:
  • A. m. mellifera (Linnaeus, 1758) (lunghezza proboscide 6,05 mm, lunghezza ali anteriori di 12,24 mm) differenziatasi originariamente nella penisola iberica e poi diffusasi in tutto il nord Europa a nord delle Alpi e dei Carpazi, fino agli Urali, e nelle Isole Britanniche; conosciuta come “ape nera” a causa della colorazione scura dei tergiti. Razza adatta a climi di tipo atlantico caratterizzati da raccolti tardivi, si sviluppa lentamente in primavera e raggiunge il massimo sviluppo tardivamente. Razza tendenzialmente più aggressiva con una elevata tendenza alla deriva, forte raccoglitrice di propoli.
  • A. m. iberiensis (Engel, 1999) (lunghezza proboscide 6,44 mm, lunghezza ali anteriori di 9,25 mm) diffusa nella penisola Iberica.

Fig. 2 - Distribuzione genere Apis nel bacino del Mediterraneo.

Nel vicino Oriente:
  • A. m. anatoliaca (Maa, 1953) (lunghezza proboscide 6,46 mm, lunghezza ali anteriori di 9,19 mm) diffusa in Anatolia (Turchia);
  • A. m. remipes (Gerstäcker, 1862) (lunghezza proboscide 6,65 mm, lunghezza ali anteriori di 9,07 mm), diffusa in Armenia;
  • A. m. artemisia (Engel, 1999) diffusa nelle steppe della Russia centrale;
  • A. m. adami (Ruttner, 1975) (lunghezza proboscide 6,46 mm, lunghezza ali anteriori di 9,09 mm) diffusa nell’isola di Creta;
  • A. m. caucasia (Pollmann, 1889) (lunghezza proboscide 9,32 mm, lunghezza ali anteriori di 12,41 mm) diffusa nell’area del Caucaso con clima subtropicale umido a livello del mare e temperato nelle zone montuose. Morfologicamente molto simile alla carnica anche se i fuchi presentano sul torace una folta peluria nera; è l’ape con l’apparato boccale più lungo. È un’ape molto docile con scarsa tendenza alla sciamatura, le colonie si sviluppano lentamente in primavera.
  • A. m. cypria (Pollmann, 1879), (lunghezza proboscide 6,39 mm, lunghezza ali anteriori di 8,87 mm) diffusa solo nell’isola di Cipro;
  • A. m. syriaca (Buttel-Reepen, 1906) (lunghezza proboscide 6,19 mm, lunghezza ali anteriori di 8,48 mm), diffusa lungo le coste orientali del mare Mediterraneo dal nord della Siria fino al deserto del Negev a sud;
  • A. m. taurica (Alpatov, 1935), diffusa lungo le coste del Mar Nero in Crimea;
  • A. m. meda (Skorikov, 1929) (lunghezza proboscide 6,34 mm, lunghezza ali anteriori di 8,97 mm), diffusa in Iran, Iraq, regioni orientali della Turchia e nel nord della Siria.

Nei paesi del Mediterraneo e del sud-est Europeo:
  • A. mellifera ligustica (Spinola, 1806) (lunghezza proboscide 6,36 mm, lunghezza ali anteriori di 9,21 mm), differenziatasi nella penisola italiana, è la razza più diffusa nel mondo. Si differenzia morfologicamente dalle altre razze europee per la pigmentazione gialla del 2°, 3°, 4° tergite addominale e dello scutello. Molto adatta a climi temperato caldo e mediterraneo. Le colonie hanno uno sviluppo progressivo in primavera e si mantengono popolose per tutta la stagione estiva. Per le sue doti ed i suoi pregi è stata esportata in tutta Europa, America, Australia, Nuova Zelanda. Un ceppo in purezza genetica si è mantenuto nell’Isola dei Canguri, in Australia.
  • A. m. carnica (Pollmann, 1879) (lunghezza proboscide 6,40 mm, lunghezza ali anteriori di 9,40 mm), presente nell’area compresa tra Alpi orientali, Carpazi, costa Adriatica, valle del Danubio fino alla Bulgaria. Ape di gossa taglia di colore generalmente scuro; i tergiti addominali hanno colore variabile dal bruno fino alla presenza di fini bande gialle. Si sviluppa bene in climi con inverni lunghi e freddi; le colonie si sviluppano rapidamente in primavera e durante l’estate la popolazione varia in base alle disponibilità alimentari. Una delle razze più docili.
  • A. m. sicula (Montagano, 1911) (lunghezza proboscide 6,25 mm, lunghezza ali anteriori di 8,98 mm) diffusa solo in Sicilia, si caratterizza per il colore completamente scuro del 2° e 3° tergite addominale e per il colore giallastro dei peli del torace. Le caratteristiche genetiche sono intermedie tra quelle della A. m. intermissa del nord Africa e le altre specie di api del Mediterraneo. È un’ape molto incline alla sciamatura.
  • A. m. cecropia (Kiesenwetter, 1860) (lunghezza proboscide 6,56 mm, lunghezza ali anteriori di 9,18 mm), diffusa in Grecia e nelle isole dell’Egeo;
  • A. m. macedonica (Ruttner, 1987) (lunghezza proboscide 6,45 mm, lunghezza ali anteriori di 9,18 mm) nell’area della Macedonia e della Tracia;
  • A. m. sossimai (Engel, 1999), diffusa in Ucraina e, a oriente, nelle regioni a nord del Caucaso;
  • A. m. ruttneri (Sheppard, Arias, Grech, Meixner, 1997) diffusa solo nell’isola di Malta. Anche questa ape presenta caratteristiche vicine alle razze dell’Africa settentrionale.

Nella parte meridionale del continente asiatico, a clima prevalentemente tropicale, vivono altre specie di api, sottogenere Apis, quali:
  • A. cerana cerana (Fabricius, 1793) (lunghezza proboscide 4,8-5,5 mm, lunghezza ali anteriori 7,6-8,8 mm), conosciuta come “ape orientale”, è considerata specie “sorella” della A. mellifera per sia per quanto riguarda lo sviluppo che per le sue capacità di adattamento, vive fino ai 46° di latitudine nord in Ussuria e Giappone (apertura alare di 7,39-9,02); sono state descritte le sottospecie:
    • A. cerana skorikovi (Engel, 1999), diffusa nell’area himalayana del Tibet a quote comprese tra 1.900 e 4.000 m;
    • A. cerana heimifeng (Engel, 1999), caratteristica per lo scutello marrone/nero, lunghezza delle ali anteriori di 8.8-9.3 mm, diffusa nell’area centrale della Cina a quote relativamente elevate;
    • A. cerana indica (Fabricius, 1798), conosciuta come “ape indiana”, si trova nella maggior parte dell’India eccetto le zone montagnose a nord;
    • A. cerana japonica (Radoszkowski, 1887) in Giappone;
    • A. cerana javana (Enderlein, 1906), diffusa nell’isola di Giava e nella parte orientale dell’isola di Timor;
    • A. cerana johni (Skorikov, 1929), diffusa nell’isola di Sumatra;
    • A. cerana nuluensis (Tingek, Koeniger e Koeniger, 1996), diffusa nelle zone montuose della Malesia;
  • A. koschevnikovi (Enderlein, 1906), diffusa nella penisola di Malay, Borneo, Brunei, Java, Sabah, Sarawak e Sumatra;
  • A. nigrocincta (Smith, 1861), diffusa nell’isola di Sulawesi.

Nella stessa area geografica del continente asiatico vivono altre api che si sviluppano costruendo un unico favo all’aperto, le api cosiddette “giganti” raggruppate nel sottogenere Megapis (Ashmed, 1904) le cui operaie hanno le ali anteriori lunghe 12-15 mm:
  • A. (Megapis) dorsata dorsata (Fabricius, 1793) (lunghezza proboscide 5,95-6,45 mm, lunghezza ali anteriori di 12,5-13,0 mm) nella regione Indo-Malayana, con le sottospecie:
    • A. (Megapis) dorsata binghami (Cockerell, 1906) (lunghezza proboscide 6,27 mm, lunghezza ali anteriori di 14,0-14,5 mm) diffusa nell’isola di Sulawesi,
    • A. (Megapis) dorsata breviligula (Maa, 1953) (lunghezza proboscide 4,65 mm, lunghezza ali anteriori di 13,0-14,0 mm) diffusa nell’arcipelago Indonesiano;
    • A.(Megapis) dorsata laboriosa (Smith, 1871), conosciuta come “ape gigante dell’Himalaya”, diffusa a quote da 1.200 a 4.000 m sui versanti delle montagne più settentrionali dell’India fino al confine con il Laos;
e le api “nane” raggruppate nel sottogenere Micrapis (Ashmed, 1904) le cui operaie hanno le ali anteriori lunghe 6-7 mm:
  • A. (Micrapis) florea (Fabricius, 1787) (lunghezza proboscide di 3,11-3,37 mm, lunghezza ali anteriori di 6,06-6,86 mm) nelle regioni orientali della Penisola Arabica, quelle meridionali di Iran e Iraq, Pakistan, India e i rilievi Himalayani;
  • A. (Micrapis) andreniformis (Smith, 1858) nella provincia di Yunnan in Cina, Malesia, costa orientale del Vietnam, area nord-occidentale dell’India lungo il confine con il Nepal.
Le api a favo nudo non si prestano facilmente ad essere allevate e vengono solitamente sfruttate da “apicoltori cacciatori” che ne raccolgono i favi dai rami e dai costoni di roccia.


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